Appuntamenti e resoconti / Notizie / Tennis / Tornei / Uncategorized

La squadra maschile di Tennis Benessere partecipa all’Endas autunnale

Evviva!

Anche quest’anno si parte con le competizioni a squadre…

Le prime squadre ad essere coinvolte sono quelle maschili. Francesco G., Livio, Francesco S., Gianmaria, Domenico, Alberto, Alessandro C., Alessandro M., Massimiliano M. e Giovanni M. partecipanno al trofeo ormai giunto all’ennesima edizione.

Ecco il caledario e il girone (conclusosi) in cui i miei allievi sono coinvolti.

calendario-ix-coppa-endas-inverno-2016-gruppo-b-girone-a

 

Ed ecco i risultati e le riflessioni… giornata per giornata.

 

Sabato 26 novembre 2016

_Hangar vs Tennis Benessere

_Risultato: 1 a 3

_Situazione girone al termine dello stesso: calendario-ix-coppa-endas-inverno-2016-gruppo-b-girone-a

_Riflessioni…

 

Emerge, innanzitutto, una sana riflessione… Chiudiamo questo bel percorso Endas con tale consapevolezza: a tennis si può anche vincere.

Altra cosa meravigliosa: durante la fase finale del doppio… mi giro verso sinistra e vedo i due Ale e Gianma uniti, a conversare, a scambiarsi opinioni… ad osservare e tifare i compagni… Ho sentito l’appartenenza alla Squadra. Ho visto una Squadra.

 

  • Alessandro C.

Che dire… Temevo un incontro difficile, dato che il caro Ale era alla “prima” come partita di singolare. L’indicazione fu: “Rompi il ghiaccio e gioca il più possibile tranquillo”. E il caro Ale apre le danze in una forma e sostanza ineccepibili, esemplari. Quattro vincenti e grande convinzione contro un buon giocatore.

La tranquillità di gioco, l’aggressività continuarono a quanto sembra per tutta la partita senza mostrar quasi alcun dubbio o difficoltà.

Buona la capacità di riflettere, di capire, di lavorare sul migliorarsi. Ottima inoltre la Presenza, l’attenzione su di tutto, la Consapevolezza… Che dire, continuiamo così caro Ale!

 

  • Gianmaria

Adoro la sua voglia di migliorare, la sua passione, la sua consapevolezza. Comincio ad apprezzare anche i risultati. Presso il Cus Idroscalo il gentil Gianma iniziò molto bene, a ritmi pacati, lenti, provando a non sbagliare e riuscendoci…

Poi, merito anche di un avversario che nonostante un problema fisico si lanciava su tutte le palle, il gentil Gianma perse un po’ tale capacità di controllo. Ma ho visto buone cose anche nel seguito, a partire dal servizio, stavolta più controllato e gestito.

Da proseguire in tal lavoro di crescita, con lo stesso impegno e consapevolezza. Partendo dall’ascolto del proprio corpo, da quello che succede dalle gambe alla testa…

In futuro, i sacrifici avranno risultati ancora migliori di oggi.

 

  • Alessandro M.

Meglio, meglio del solito. Meglio di quella partita al Calvairate, anche se il giocatore del Cus aveva un buon ritmo che favoriva il gioco del buon Gini.

Sembra meglio anche la gestione di certe situazioni, come il tornare su dopo un momento di crisi: successe in alcuni games, tornando su da 0-40, e successe anche nel secondo set, tornando su da 0-2.

Meglio anche la gestione di alcune palle a rete, meglio del solito.

Non c’ero a fine partita, ma sembra stata agevole anche la chiusura della partita, a differenza di quanto successe al Calvairate.

Avanti così Gini.

Da evitare di avere fede nei pensieri quali: oggi sono felice di avere battuto uno forte mentre l’altra volta ero arrabbiato perché ho perso contro uno meno forte… Sono pensieri che allontanano dalla verità… E la verità qui è il focalizzarsi su di sé e sui propri limiti, sul migliorarsi… La verità sta nell’accettare la sconfitta anche contro un avversario che si pensa più debole.

Bisogna lavorare sullo staccarsi dal giudicare l’avversario, favorendo così l’autoanalisi, il migliorare se stessi. Tra l’altro, se un avversario mi ha battuto è perché è stato più forte. Questo va accettato col fine di essere più forte dello stesso avversario qualora dovrò riaffrontarlo.

La forza va giudicata punto dopo punto, e non in forma assoluta. Ogni punto è la vita, ogni istante: in ogni istante si ha l’occasione per dare il meglio, per dimostrare a se stessi di essere più forte dell’avverario.

 

  • Giovanni_Alberto

Un doppio maturo, consapevole, quasi da veterani, uomini di esperienza.

Ottima la forza durante il tie break decisivo, dopo un secondo set andato non meravigliosamente.

Buona la volontà di mettere in pratica le soluzioni provate in allenamento, al fine di variare e dare pochi punti di riferimento agli avversari. Ottimi alcuni gesti tecnici.

Segnalo a riguardo di Alberto: la passione, la volontà di esserci, il balzo improvviso pieno di gioia di giocare quando lo chiamai per entrare in campo. Segnalo a riguardo di Alberto il chiedermi, a fine incontro: “E adesso? Quando rigiochiamo? Non aspetteremo fino a gennaio???”. Grazie a questa sua meravigliosa Uscita, proveremo ad organizzare un incontro inter nos.

Segnalo a riguardo di Giovanni: la Presenza, dote spuntata a sorpresa di fronte a una squadra intera. E per presenza intendo l’attenzione ai particolari, l’esserci con mente e corpo, in particolare dinanzi a un errore di turno di battuta: Giovanni rimise ordine in campo segnalando l’errore con grande maturità. Segnalo in Giovanni un’ottima gestione di alcuni punti a rete nonché la meravigliosa predisposizione a scendere a rete con costanza, dinamica che ritengo essenziale in un incontro di doppio maturo.

Da rivedere, da migliorare alcuni schemi provati in allenamento, al fine di rendere il gioco più vario e destabilizzante a scapito degli avversari.

Evviva.

 

Sabato 19 novembre 2016

_Tennis Benessere vs Calvairate

_Risultato: 1 a 3

_Situazione girone: calendario-ix-coppa-endas-inverno-2016-gruppo-b-girone-a1

_Riflessioni…

 

  • Francesco G.

L’obiettivo era tenere alta l’aggressività, la capacità di guidare lo scambio e sentire la cattiveria e così giocarsi la partita il più possibile… stando nella partita e sentendo di essersela giocata il più possibile. Così è stato! Diversi scambi di un più alto livello rispetto alla media dei soliti scambi di Francesco… Bene! Continuare così e fare pià attenzione agli errori di intenzione: ancora troppi i backspin quando magari era utile il topspin per tenere alta l’aggressività. Ancora troppi i momenti in cui durante il gesto tecnico si avverte un calo di tensione che induce all’interruzione e all’inibizione del gesto e dunque all’errore: ci vuole più convinzione e forse più rischio. Avanti così.

 

  • Massimiliano

Era una sorta di rottura del ghiaccio… Troppo poche la partite svolte da Massi sinora nonostante la dedizione è la voglia di migliorare.

Bene il tentativo di provare, di provare a migliorarsi anche durante la partita, anche mettendo in secondo piano il risultato e dunque il vincere il punto. Mi riferisco al servizio, che stiamo modificando per renderlo più morbido, più fluido, più arrotato.

Lavorare sull’ascoltare quella tensione che emerge in partita… Seguirla e accettarla in ogni dove… Più la si accetta e la si osserva senza giudizio, prima sarà più gestibile.

Avverto che lo “schema” di base del suo tennis può stare nella sua indubbia capacità di lavorare in back spin (diritto o rovescio che sia) per dare continuità allo scambio… per non dare ritmo all’avversario o comunque per rallentare…. per prendere campo così magari da aggredire in un secondo momento del punto… Ma ogni schema è uno schema, e dunque va preso in forma flessibile… Ma avverto che questo è un bello schema per il caro Massi.

 

  • Alberto

Eroe del giorno per aver dato l’unico punto alla squadra e per essere venuto nonostante la carenza di energie dovute all’influenza.

Dedizione ottima, volontà di riuscire, tentativi di variare… Mi sorge un’intuizione osservando il suo linguaggio non verbale. Avverto, e ne ho avuto conferma, che il caro Albe è sempre in stato di pensiero. Il suo guardare fisso per terra tra uno scambio e l’altro, il suo sguardo sempre pensieroso e fisso su di un qualcosa… il suo non sorridente viso nei momenti di pausa. Per trovare la concentrazione, Alberto si isola dal resto del mondo.. focalizzando l’attenzione su di una cosa… Io credo che per trovare l’attenzione Ultima, l’Attenzione, la Presenza più totale e dunque lo stato di Grazia, si debba essere connessi con tutto ciò che è attorno… E’ qui che vorrei fare crollare il concetto di “concentrazione”… perché in effetti si ha il focus su di un qualcosa… ci si spreme in un sol punto: appunto, su di un qualcosa soltanto. E tutto il resto? Il tennis è connesso con gli aspetti interni ed esterni… Non posso non avere attenzione sull’ambiente esterno, perché altrimenti, se sono focalizzato solo su me stesso, posso essere distratto da un qualunque fattore esterno, posso farmi sorprendere da un qualcosa, da una voce, da un pallina del campo di fianco, da un atteggiamento di uno spettatore, dai modi e dal gioco del mio avversario. Il vero Atleta è connesso con Tutto, con Il Tutto. Sa ascoltare se stesso e tutto l’ambiente. E proprio per questo non perde l’attenzione, perché nulla lo può sorprendere: ha il controllo e si fa inglobare dal tutto.

 

  • Giovanni_Mimmo

Due amici di sempre, l’allegria, la gioia di giocare… il divertimento di giocare. Era la “prima” in una partita di doppio… Va bene così. Urge migliorare la tattica e l’attenzione verso il compagno: ho visto poca comunicazione tra di voi e ho visto in Giovanni il mettere in primo piano il divertimento alla voglia di fare le cose al meglio, al lavorare di squadra. Mimmo continua il progetto “recupero fisico” e vi arriverà attraverso la Costanza e l’allenamento quasi quotidiano, l’avere cura del proprio corpo ogni giorno: non si può fare un’ora di tennis la settimana e poi null’altro di fisico… Così il corpo continuerà a ribellarsi.

Punto della giornata ancora per il caro Giovanni, ormai eroe di questa classifica! Il suo è un gesto tecnico ormai consolidato e ripetuto: palla che arriva a mezza altezza e lui, in grado di riconoscere che non è così alta per fare uno smash normale e neanche così bassa per fare un diritto normale, si inchina da gentiluomo e fa uno smash quasi in ginocchio. Il risultato è che anche gli aversari si trovano in ginocchio.

 

Sabato 12 novembre 2016

_Tennis Benessere vs Le Mimose

_Risultato: 1 a 3

_Situazione girone: calendario-ix-coppa-endas-inverno-2016-gruppo-b-girone-a

_Riflessioni…

 

  • Alberto M.

Tennis e Vita vanno di pari passo… Fu una giornata no per il caro Alberto, fuori dal campo… E così fu anche dentro al campo. Troppo nervoso… Troppo poco disposto al rilassamento… Salvo pochi attimi di grande tennis dove forse la mente per un attimo volava libera, fu una partita difficile e riaddrizzabile soltanto se si fossero messi in gioco strumenti di raffinata psicologia che al momento forse non si avevano…

Va accettata, la sconfitta, e pure il momento no… Osservarlo e basta. E ripartire lavorando come fino ad oggi…

 

  • Francesco G.

Il buon Francesco partì benino, se la giocò… Meglio di altre partite di mesi fa, certo. Quel che è mancato, anche all’inizio, fu l’aggressività… La capacità di aggredire, mantenendo però la calma. Aggredire non significa per forza accelerare, non significa per forza andare a rete. Significa sentire dentro l’aggressività, sentire la voglia, il desiderio di porre fine al punto, di fare male all’avversario… Sentirlo in ogni colpo…

Durante la partita, sbagliai a dare un’indicazione. Chiesi a Francesco di fare sempre serve and volley, dato che le cose non erano esaltanti al servizio… Glielo chiesi per dare una variazione…. Gli chiesi di farlo su prima e seconda di servizio così che lo provasse, lo migliorasse punto dopo punto….Gli chiesi di non demoralizzarsi se sbagliava una volee, ma di riprovarci il punto successivo… Lo fece in alcuni punti, in altri no. Mi sbagliai perché questa è un’indicazione che mai gli chiesi e andrebbe provata in allenamento… Gli ho fatto commettere un passo in più del dovuto. Mi dispiace perché questo destabilizzò il buon Francesco e lo invitò a una crisi che durò per tutto l’incontro.

 

  • Giovanni M.

L’eroe fu Giovanni… Non solo nel vincere l’unica partita dell’incontro… Ma anche per quel recupero straordinario oltre che clamoroso. Palla corta e lui, nella sua eleganza quanto disinibizione allo stato braso, corse forte e si allungò e fece rimbalzare la palla sul nastro e poi sulla riga con un incrociato tra i più stretti visti dallo scriba in su vita… Brava!

Brava anche per avere insistito nel servire due seconde buone piuttosto che una prima a 300 e una seconda a 2. Brava! Brava anche per il suo costante istinto ribelle nei confronti del maestro, brava anche per la consapevolezza di essere rigido nel cambiarsi e per provare a cambiarsi. Brava!

Però… meno parole! Credo che la vittoria sia figlia anche, e sottolineo anche, per un commento ad alta voce durante uno scambio che probabilmente disturbò l’avversario facendolo commettere un errore in un momento molto importante del tie break decisivo… Meno parole, più pratica!

 

  • Francesco S._Gianmaria M.

Coppia improvvisata con consapevolezza…. Ci sta la sconfitta. Un ottimo Francesco, solido, costante, maturo rispetto all’anno scorso… Bravo! Un Gianmaria che ci prova, ci prova, e riuscirà! Gianmaria sa… Deve mettere in pratica ciò che sa, deve violentarsi dolcemente per smuovere in sé quell’Energia che gli permetterà di riuscire a mettere in pratica ciò che sa.

 

 

Sabato 5 novembre 2016

_ Le Mimose vs Tennis Benessere

_ Risultato: 3 a 1

_ Situazione girone: calendario-ix-coppa-endas-inverno-2016-gruppo-b-girone-a

_ Riflessioni…

 

  • Giovanni

Non appena entrato in campo, il buon Giovanni risponde così alla domanda dell’avversario “Iniziamo a scaldarci da fondo o da metà campo?: “Da metà campo”. Questa è evoluzione per un uomo che fino a poco tempo fa inizava la pratica in forma esplosiva. Brava!

L’avversario fu superiore, lo è, in ogni forma. E’ un dato di fatto così come il dato di fatto che i migliori li becca sempre il buon Giovanni. 

Ottima l’intuizione del uon Giovanni che è meglio fare due buone “seconde”, piuttosto che una prima a duecento e una seconda a 1. Il servizio si evolve. Per il resto è la prima partita dopo mesi e sarebbe stata dura anche contro un giocatore di pari categoria.

 

  • Livio

Primo singolo ufficiale dopo mesi. Con le diffocoltà conseguenti.

L’inizio è dei migliori. Sicurezza, aggressività, voglia di giocare. Forse troppa voglia. O meglio, troppa carica. Lo si vede dalle discese a rete spesso agitate, poco controllate, poco tranquille.

Ottima l’intuizione di creare le basi per arrivare alla partita più scarico, più rilassato (ad esempio, vado a correre prima di una partita cosi da arrivare stanco e sentire meno la tensione). Vedremo la prossima volta. Sicuramente è una chiave. Ma non potrà essere l’unica: noto un’insicurezza in alcuni gesti tecnici (top spin). Urgono ripetute per sentire in sicurezza tali colpi.

Tuttavia preme sottolineare come nei primi games anche tali colpi funzionavano e dunque arrivo a tal sentenza: è soprattutto una questione psicologica. Anche se, nei momenti di difficoltà, forse una maggiore sicurezza nei colpi può fare la differenza per ritrovare lo stato di grazia.

Il fisico c’è, Livio. Lo sai. Ottima la voglia e la predisposizione a migliorarti.

 

  • Gianmaria

Avversario superiore, lo sai. Ma sai che non deve interessare questo. Bisogna lavorare su ciò che sai, sempre.

Sulla pazienza e sulla ricerca delle cose semplici. 

Mi sento di avere ragione su questi punti, ma credo di avere sbagliato il modo: inutile chiederti di fare il back o il top in forma tranquilla e poco tagliata quando non hai ancora le carte tecniche per realizzare questi colpi. O per lo meno, non ce le hai del tutto. Urgono dunque ripetizioni in tal senso, sul far girare poco la palla. Sul dare all’avversario o al compagno palle morbide e poco taglienti. Sul mandare di là una palla in più, sempre. Quando sarai sicuro nel corpo e dunque nell’aspetto tecnico riguardo a questi colpi, allora possiamo mettere in pratica una tattica in tal senso in campo. Riuscirai, riusciremo.

Il servizio lo considero più evoluto, tecnicamente: qui l’invito è già da ora il trovare due discrete seconde piuttosto che una prima e una seconda.

 

  • Doppio Alessandro M. _ Alessandro C.

E’ la seconda partita ufficiale insieme, dunque mi aspettavo i miglioramenti che ho visto in allenamento.

Ci sono stati, nella solidità e nel fare cose semplici e finalizzate al non sbagliare e dunque anche e soprattutto nel vincere la partita. Bravi!

Ho visto pochi miglioramenti però a livello di variazione. Poche volte vi siete trovati insieme a rete, poche volte avete “rotto” lo schema uno dietro l’altro a rete provando delle discese a rete durante lo scambio. Ho visto pochi baskspin (colpo ottimo per potere salire a rete in tranquillità anche di fronte ad avversari che prediligono il pallonetto) o smorzate finalizzati a scendere a rete.

Poche volte avete lavorato con l’obiettivo di migliorare. Avete dato la priorità alla vittoria e ci può stare. Ma sappiate che se di fronte avete dei più abili avversari, questi vi constringeranno a variare perché saranno loro a variare. E se non vi allenate nella variazione non sarete in grado di gestire una situazione che cambia in corso della partita. E lo stesso obiettivo di vittoria sarà difficilmente raggiungibile. 

Sono contento della vittoria, che porta vanti la tradizione che presso le Mimose noi vinciamo solo il doppio. ma a me interessa il miglioramento più della vittoria (la quale è sempre un confronto con avversari, i quali possono essere più bravi a prescindere dei nostri miglioramenti).

 

Domenica 30 ottobre 2016

_ Calvairate vs Tennis Benessere

_ Risultato: 4 a 0

_ Situazione girone: calendario-ix-coppa-endas-inverno-2016-gruppo-b-girone-a

_ Riflessioni…

La Pratica fa la differenza. Eh sì. Rispetto al fine settimana scorso, soltanto Francesco G. ha ripetuto la presenza. Ergo per tutti gli altri era “la prima”… E la prima, per sua natura, è difficile che vada per il verso giusto. La Pratica fa la differenza.

E la differenza la fa il mettere in pratica ciò che funziona in allenamento o ciò che si sente possa funzionare… E ci vuole Pratica, attenzione, dedizione, calma, capacità di scegliere.

 

  • Francesco S.

per lui è una vittoria. Mette in pratica con semplicità la sua tecnica che sempre va crescendo. Ci prova con tutto se stesso. Riesce a tenere testa a un ragazzo più avanti nel Percorso. Tiene il servizio in un momento cruciale con grande sofferenza. E strappa il servizio all’avversario dopo mille volte che ci ha provato: ci è riuscito rispondendo con coraggio, cogliendo l’invito a stare più in campo provando a non subire (come fino ad allora) la buona prima dell’avversario. Bravo Francesco.

 

  • Francesco G.

anche per lui è una vittoria. Esce per diverse volte da una situazione scomoda e difficile, rimontando un ottimo avversario completo in ogni gesto tecnico. Da migliorare la ricerca della palla nel diritto (credo sia una questione di Sentire, di posizione del corpo, di tempi, di  gambe…) e provare a capire il perché emozionale di un filotto negativo di 5 games a 0 che lo ha portato, difatto, a perdere il secondo set. Lavorare anche sul continuare sulla tattica vincente. La salita a rete funzionava… Ad un tratto il caro Francesco smise di praticarla. Guardiamo, come dice lui stesso, il bicchiere mezzo pieno. Con la fiducia che prima o poi sarà pieno.

 

  • Alessandro M.

una sconfitta che brucia. Lo so. Da capire i motivi emozionali del tutto. Lavorare sulla capacità di aggredire senza esagerare, sulla capacità, al momento di chiudere la partita, di accettare la paura di vincere e avere più coraggio e fiducia… La Pratica di questi momenti, il trovarsi più volte in simili occasioni, aiuta a vincere o a gestire meglio questi momenti. Ma bisogna avere più attenzione, più voglia di migliorare abbandonando l'”Ego” e raggiungendo l’essenza. Non seguendo quella voce che ci dice che siamo superiori all’avversario…. Questa voce va ascoltata, certo, ma allo stesso modo bisogna accettare di non essere ancora pronti e che ci vorrà ancora tempo, diverso tempo per raggiungere l’obiettivo. Se lo si vuole con umiltà, Accadrà.

 

  • doppio Alessandro M_Alessandro C.

C’è la sintonia meravigliosa di due amici di sempre. Però bisogna lavorare sul dialogo, sullo scambio continuo di opinioni, sia a livello tattico sia a livello psicologico. Da accettare gli errori dei singoli, così come quelli di coppia, data la non abitudine a giocare partite ufficiali. Ci vuole più lavoro di coppia, più tentativo di scendere insieme a rete, più messa in pratica dello scambio di posizioni per mettere in difficoltà gli avversari, più pazienza nello scambio da fondo per cercare di mettere in condizioni il compagno a rete di arrivare a colpire con facilità al volo. Bisogna anche essere più flessibili tatticamente. Se una cosa non funziona per un paio di volte, provarne un’altra sfruttando il buon bagaglio tecnico che si ha. Ci lavoreremo in allenamento.

 

 

 

Sabato 22 ottobre 2016

_ Tennis Benessere vs Hangar

_ Risultato: 1 a 3

_ Situazione girone: calendario-ix-coppa-endas-inverno-2016-gruppo-b-girone-a1

_ Riflessioni…

La Pratica fa la differenza. Ne sono convinto sempre di più. Gli errori di oggi giungono da una pratica ancora insufficiente.

Giocare una volta la settimana, al massimo due, non porta sostanziali miglioramenti. O comunque li porta, ma le conseguenze si vedono a lunga distanza, lunghissima distanza.

I miei ragazzi hanno avuto un atteggiamento esemplare, ne prendo atto. Chi si lamentava con se stesso per gli errori smisurati, gradualmente ha smesso di farlo e il gioco ne ha giovato quasi a portarlo alla vittoria.

Chi già praticava questo comportamento di non critica verso se stesso, ha saputo ribaltare una situazione di crisi sfiorado la vittoria e soltanto una crescita improvvisa dell’avversario gli ha impedito di trionfare.

Chi ha difficoltà a non controllare i propri gesti, votati al bianco o nero e dunque a colpire troppo forte o troppo piano, ha capito, ha provato una via di mezzo, ha provato a colorarsi di grigio… La strada è giusta ma la Pratica è lunga e deve essere regolare e più frequente.

Chi arriva da un percorso tennistico più ampio e da due anni di tennis regolare è riuscito a sfruttare il suo ampio bagaglio tecnico capendo che la variazione è un’arma fondamentale dinanzi a chi non è in grado, tecnicamente, di sfruttarla. Variare ogni colpo, variare di continuo la propria tattica, forte e piano, back e top, rete e fondo, destra e sinistra, corta e lunga. Tutto… La sua partita, da quel momento di presa di coscienza, è cambiata in positivo.

Ragazzi, va bene… Va benissimo. Ma non basta.

“Vincere o perdere non conta… Fai una buona gara, dai tutto, e sarai rispettato. Soprattutto da te stesso”

 

Share