Rubrica su Tennis Magazine Italia

Dal 15 gennaio 2021 prende il via il mio appuntamento quindicinale sulle pagine web di Tennis Magazine Italia.
Scriverò di temi a me cari, esprimerò la mia filosofia sul tennis, sulla vita.
Argomenti inerenti il benessere e l’evoluzione, in parte trattati anche attraverso il mio podcast (Tennis Benessere ed Evoluzione (spreaker.com)). Quindi ci sarà modo di leggere, così come di ascoltare. Se si vorrà.
I link agli articoli sono pubblicati in fondo a questa pagina.

 

Ecco un estratto del primo articolo:
“Apriamo uno spazio quindicinale dedicato alla mente, alle emozioni e a tutto ciò che si nasconde dietro a un gesto tecnico e che influisce, in positivo o in negativo, sulle prestazioni a ogni livello. Trattasi di una materia complessa, spesso considerata fondamentale per imporsi sull’avversario o per fare quel salto di qualità a cui gli appassionati aspirano. Ma che, nel mentre di una partita o di un allenamento, è spesso sottovalutata per poi chiedersi i motivi di un obiettivo non raggiunto, di una soddisfazione non piena. O, peggio ancora, essere del tutto inconsapevoli del nostro insuccesso e giustificarci con motivazioni superficiali e ben lungi dalla verità.”

 

Ecco un estratto del secondo articolo

“Che cos’è il benessere? Se lo si trova, se lo si sente, non si ha bisogno di futili descrizioni. È un po’ come il jazz, a proposito del quale il caro Armostrong disse: “Cos’è il jazz? Amico, se lo devi chiedere, non lo saprai mai.” “

 

Un estratto del terzo articolo.

“C’è sempre questa paura dinanzi al cambiamento. Come se, trasformandosi, si temesse di perdere la propria essenza. E nessuno, ripeto, nessuno vi obbligherebbe a rimanere su una nuova strada qualora quel piccolo cambiamento (che concretamente potrebbe ad esempio tradursi in un gioco più di rete, o più di fondo campo, o più attento, o più libero, o più vario in generale) non vi soddisfacesse, non vi facesse stare bene o, ancora più semplicemente, non vi divertisse. Si può sempre tornare indietro. Provare per credere (o per non credere). Variare è imparare, qualcuno disse. Sicuramente facendo cose nuove si incrementa il proprio bagaglio tecnico, mettendosi in gioco si migliora la capacità di gestire le proprie emozioni, accettando il gioco dell’avversario si stimola la capacità di trovare le soluzioni tattiche utili a metterlo il più possibile in difficoltà.”

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